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Novembre 1917 su montello
Startegia di difesa

Alla vigilia dei primi avvenimenti bellici nel settore del Montello, l'otto novembre 1917, il generale Cadorna viene destituito dal comando Supremo su richiesta degli Alleati con il favorevole consenso del Governo italiano, e gli succede il generale Armando Diaz; tuttavia nei mesi successivi la sua concezione strategica viene realizzata:




Prima linea: "di osservazione" lungo la riva del Piave, completata da una linea "marginale" lungo il ciglione che si affaccia sul fiume, con postazioni di mitragliatrici (alcune in caverna o in riclottini in calcestruzzo) collegate da camminamenti e da elementi di trincea.

Seconda linea: detta "della corda", che da Nervesa, passando per il colesel delle Zorle q.207 metri e il colesel della Zotta q. 192metri , si ricollega alla 1^ linea a Casa Serena allo sbocco nord della strada n° 10, tagliando il Montello secondo la corda dell'arco che descrive il corso del Piave.

Terza linea: di corpo d'Armata, che, partendo anch'essa da Nervesa si sviluppa lungo l’asse mediano del Montello per tutta la sua lunghezza da est a ovest, con ridotto circolare al colesel val dell'Acqua q. 368 metri tra le strade n° l3 e n° 16.

Quarta linea: detta "di Giavera", lungo il ciglio o nel settore meridionale del Montello, Nervesa - Bavaria - Giavera - San Martino.

Tra la 3^ e la 4^ linea ci sono due traverse: la prima traversa unisce le due linee partendo da Casa Carpenedo vicino alla strada n° 9, la seconda scendendo verso sud dal ridotto del colesel val dell'Acqua. Da Giavera, da San Martino e da Biadene partono poi le linee difensive dirette verso sud, per collegarsi con quelle del campo trincerato di Treviso.


L'idea tattica, alla quale si è adeguata la sistemazione difensiva del Montello nei mesi antecedenti al giugno 1918, è simile a quella che ha dato luogo alle difese del basso Piave:

  • 1) Linee continue successive, ma con occupazione dei difensori discontinua e saltuaria, per non rivelare all'osservazione austriaca, da terra e dagli aerei, le postazioni attive, così da far disperdere il tiro dell'artiglieria su tutto l’arco della difesa.

  • 2) Difese scaglionate in profondità, con zone costellate di nidi di mitragliatrici, con caposaldi autonomi e disposti a scacchiera, in modo da formare dei compartimenti stagni, atti a ingabbiare le colonne degli attaccanti.

  • Se ne ha quindi, come quadro globale, un sistema difensivo che unisce il tipo a difesa rigida e a linee continue a quello a difesa elastica. Disseminati anche nella parte orientale del Montello, avvalendosi del buon sistema viario della collina, sono stati messi in postazione pezzi d'artiglieria e bombarde occultati nelle doline, non previsti così numerosi nel piano difensivo del generale Cadorna. Il sistema di difesa del Montello, dello stesso tipo di quello nella pianura lungo il Piave, non si dimostrerà altrettanto valido al primo urto austroungarico (anche se pure nel Basso Piave si verificherà una situazione apparentemente simile) per dei motivi fondamentali che però poi si ritorceranno anche contro l’assalitore. Li tratteremo in seguito nei commenti delle decisive giornate della grande battaglia "del solstizio" del giugno 1918.

    Note generali

    L'anno di guerra 1918 inizia con una vittoria italiana, reazione di orgoglio alle frustrazioni dell'autunno 1917: il 28 e 29 gennaio nel settore orientale dell'Altopiano dei Sette Comuni avviene la riconquista del M. Valbella, del C. del Rosso e del C. d'Echele. Tuttavia il periodo inverno 1917 - primavera 1918 è favorevole agli Imperi Centrali, perché il crollo del fronte russo consente lo spostamento di notevoli forze tedesche sul fronte francese e austroungariche su quello italiano. A ciò si aggiunga il grande recupero del morale delle popolazioni e dei soldati di Germania e Austria per la soppressione di un lungo fronte che inghiottiva uomini e mezzi e per la speranza, poi andata in gran parte delusa, di avere a disposizione illimitate quantità di prodotti agricoli.
    D'altra parte nel frattempo si allunga sui campi di battaglia del fronte francese l'ombra gigantesca dello Zio Sam. Gli Stati Uniti d'America, entrati in guerra il 6 aprile 1917 contro la Germania e il 7 dicembre 1917 contro l'Austria-Ungheria, hanno incominciato a inviare con ritmo crescente truppe in Europa. Secondo i preventivi americani di potenziamento bellico, a metà del 1919 ci potrebbero essere in linea 100 divisioni statunitensi, che porterebbero sicuramente le nazioni dell'Intesa alla vittoria finale.
    Gli Imperi Centrali devono quindi sfruttare la loro superiorità momentanea per vincere la guerra nella prima metà del 1918, in caso contrario il futuro avrebbe arriso agli Alleati. Spinta da tale impellente necessità la Germania scatena cinque poderose offensive. Le più terrificanti sono quella del 21 marzo tra Arras e La Fère, nella quale sono distrutte 22 divisioni inglesi (l'urto viene bloccato con 45 divisioni francesi della riserva generale), e quella del 21 maggio, in cui lo sfondamento delle linee alleate avviene tra Soissons e Reims, che è a stento arrestata il 14 giugno a 60 Km da Parigi. All'epilogo, temibile per le sorti del conflitto, di questo grande sforzo tedesco, anche l'Austria-Ungheria passa all'offensiva generale il 15 giugno con l'obiettivo dichiarato dell'annientamento dell'esercito italiano.
    Il progetto definitivo di offensiva è frutto di discussioni e modifiche di quello iniziale del 23 marzo del Capo di Stato Maggiore, gen. Arz von Straussenburg, che prevedeva le operazioni entro maggio, con obiettivo la linea dell'Adige e lo sfacelo militare dell'Italia. Il piano viene approvato dal Capo di Stato Maggiore tedesco, generale Hindenburg, con la raccomandazione di effettuare l'offensiva al più presto.
    Il piano delle operazioni viene via via trasformato: il dualismo esistente tra Conrad e Boroevic e il grande carisma di entrambi porta a decidere un attacco su tutto il fronte, di ben 140 Km, dall'Astico al mare. L'ala destra della grande XI Armata di Conrad deve puntare dall'Altopiano dei Sette Comuni su Vicenza, la V Armata di Boroevic dal Piave su Treviso. All'interno delle due branche della tenaglia austroungarica, deve essere sferrato l'attacco frontale contro il M. Grappa da parte dell'ala sinistra dell'XI Armata, e contro il Montello da parte della VI Armata. La grande offensiva deve essere preceduta di 48 ore da un attacco al passo del Tonale (operazione "Lawine") con l'impiego di 2 divisioni della X Armata. Si finisce quindi per mettere in atto un progetto molto ambizioso ma dispersivo.